Cosa ci insegna una ricerca su resilienza accademica e attività fisica.
Per molte famiglie il tema è concreto: lo sport aiuta davvero i figli a crescere meglio anche a scuola, oppure rischia di togliere spazio allo studio? Lo studio di Ana Drobac, Vesna Radovanović e Jasmina Kovačević, intitolato Potential of sport and physical activity in academic resilience of university students, pubblicato nel 2025 sul Journal of Human Sport and Exercise, suggerisce che l’attività sportiva regolare non è un ostacolo, ma può diventare una risorsa importante per affrontare lo studio con più equilibrio, più costanza e meno fragilità davanti alle difficoltà.[3][1]
La ricerca ha coinvolto 379 studenti universitari di diverse università statali della Repubblica di Serbia, per il 76% donne e il 24% uomini, con età compresa tra 18 e 30 anni e un’età media di 21,67 anni. Gli autori hanno voluto capire se gli studenti che praticano sport mostrassero livelli diversi di resilienza accademica rispetto agli studenti inattivi, e se alcune variabili socio-demografiche potessero essere collegate a questa capacità.[2][1]
Che cos’è la resilienza accademica
La resilienza accademica è la capacità di affrontare pressioni, difficoltà, fallimenti temporanei e momenti di stress nello studio senza perdere direzione. Non significa “non sentire la fatica”, ma riuscire a reagire in modo efficace quando compiti, esami o ritmi universitari diventano impegnativi.[4][2]
Per misurare questa abilità, lo studio ha utilizzato la Academic Resilience Scale (ARS-30) di Simon Cassidy, uno strumento composto da 30 item che analizza tre dimensioni: perseveranza, reflecting and adaptive help-seeking (Ricerca di aiuto riflessiva e adattiva) e negative affect and emotional response (Affetto negativo e risposta emotiva). La scala è stata costruita proprio per valutare le risposte cognitive, comportamentali ed emotive degli studenti di fronte alle difficoltà scolastiche, ed è considerata uno strumento valido e affidabile per la ricerca in età universitaria.[2][4]
Come è stata condotta la ricerca
Lo studio è di tipo trasversale e i dati sono stati raccolti nel 2021 tramite questionario online, attraverso Google Forms, diffuso in gruppi studenteschi su Facebook. La partecipazione è stata volontaria, anonima e accompagnata da consenso informato.[2]
Oltre alla scala ARS-30, gli autori hanno costruito un questionario specifico per rilevare dati socio-demografici e informazioni sulla pratica sportiva. Tra le variabili considerate ci sono: genere, età, media dei voti, livello accademico, anno di corso, tipo di alloggio e partecipazione a sport individuali o di squadra. Gli studenti sono stati poi classificati come attivi se praticavano sport almeno tre volte a settimana, e inattivi se non erano coinvolti in attività sportive regolari.[2]
L’analisi statistica è stata effettuata con IBM SPSS 26, usando media, deviazione standard, t-test, ANOVA e correlazioni di Pearson e Spearman. Questo approccio ha permesso di confrontare gruppi diversi e di osservare se esistessero legami significativi tra sport, resilienza e risultati accademici.[2]
I dati del campione
Il campione era composto in gran parte da studenti laureandi triennali o equivalenti, che rappresentavano l’89,2% del totale, mentre il restante 10,8% era costituito da studenti magistrali o dottorandi. Dal punto di vista abitativo, il 50,4% viveva in affitto, il 19% in studentato e il 30,6% con i genitori o i parenti.[2]
Per quanto riguarda la pratica sportiva, i partecipanti attivi erano 234, mentre gli inattivi erano 145. Tra gli sportivi, il campione comprendeva sia praticanti di sport individuali sia di sport di squadra, suddivisi successivamente in due categorie per l’analisi comparativa.[2]
I risultati principali
I risultati mostrano che gli studenti coinvolti in sport presentano punteggi più alti nella perseveranza, nella gestione della risposta emotiva negativa e nel punteggio totale della scala ARS-30. In particolare, rispetto agli inattivi, gli attivi hanno ottenuto valori significativamente migliori in:[2]
- perseveranza, con differenza statistica significativa;
- negative affect and emotional response;
- punteggio complessivo di resilienza accademica.[2]
Nella sottoscala reflecting and adaptive help-seeking (ricerca di aiuto riflessiva e adattiva), invece, non sono emerse differenze significative tra studenti attivi e inattivi. Questo dato suggerisce che la pratica sportiva sembra incidere soprattutto sulla tenuta, sulla costanza e sulla capacità di non lasciarsi travolgere dalle emozioni negative, più che sulla semplice tendenza a chiedere aiuto.[2]
Un risultato molto utile è che non emergono differenze significative tra sport individuali e di squadra. Questo significa che il beneficio non sembra dipendere dalla struttura della disciplina, ma dall’esperienza sportiva in sé: allenarsi, rispettare regole, impegnarsi, accettare l’errore, riprovare.[2]
Il legame con il rendimento scolastico
Lo studio evidenzia anche che la media dei voti è correlata in modo positivo con la resilienza accademica. In particolare, sono emerse correlazioni positive, seppur deboli, con la perseveranza, con la capacità di cercare aiuto in modo riflessivo e con il punteggio complessivo ARS-30.[2]
Questi dati suggeriscono che gli studenti con risultati migliori tendono a essere anche più resilienti: sanno resistere meglio alla pressione, perseverano di più e riescono a trovare strategie più efficaci per superare le difficoltà. Non si tratta di un rapporto meccanico, ma di una relazione coerente con molte ricerche che collegano resilienza, coping e successo accademico.[2]
Differenze di genere
Un altro risultato interessante riguarda il genere. Tra gli studenti sportivi, le donne mostrano punteggi più alti nella dimensione della ricerca di aiuto riflessiva e adattiva rispetto agli uomini. Questo può indicare una maggiore propensione a valutare la difficoltà in modo realistico e a chiedere supporto quando necessario.[2]
Non sono invece emerse differenze significative per perseveranza, risposta emotiva negativa e punteggio totale. Il dato suggerisce quindi che il genere, almeno in questo campione, influisce solo in modo limitato su alcune componenti specifiche della resilienza accademica.[2]
Età, anno di corso e alloggio
Lo studio non ha trovato correlazioni significative tra resilienza accademica e età, livello accademico o anno di corso. Anche il tipo di alloggio non ha prodotto differenze significative tra studenti che vivevano in affitto, in dormitorio o con genitori e parenti.[2]
Questo è un risultato importante perché suggerisce che la resilienza non dipende in modo automatico dall’età o dal contesto abitativo, almeno nel campione studiato. In altre parole, non basta essere più grandi o vivere in una certa situazione per essere automaticamente più forti nello studio: contano piuttosto le risorse personali e le abitudini costruite nel tempo.[2]
Perché lo sport può fare bene anche alla mente
Gli autori spiegano che lo sport è collegato alla resilienza anche perché espone l’atleta a sfide e stress specifici: infortuni, sconfitte, prestazioni insufficienti, pressione valutativa e continui confronti con obiettivi da raggiungere. Proprio per questo, l’atleta sviluppa abilità psicologiche molto utili anche fuori dallo sport.[2]
Secondo la letteratura richiamata nello studio, la resilienza nello sport è legata a fattori come motivazione, bisogno di competenza, autonomia, appartenenza e capacità di affrontare l’avversità. Altri lavori citati dagli autori mostrano che l’attività fisica è associata anche a benessere psicologico, migliore regolazione emotiva e minore distress.[5][2]
In questa prospettiva, lo sport non va letto solo come allenamento del corpo, ma come un contesto educativo che sviluppa competenze mentali e comportamentali trasferibili allo studio e alla vita quotidiana.[2]
Cosa possono fare i genitori
Per le famiglie, il messaggio dello studio è chiaro: non bisogna contrapporre sport e scuola in modo rigido. Se ben programmata, l’attività sportiva può aiutare i figli a sviluppare disciplina, costanza, fiducia, resilienza e capacità di reagire agli ostacoli.[2]
La chiave è l’equilibrio. L’impegno sportivo deve essere sostenibile rispetto ai ritmi scolastici, al sonno e al recupero. In questo senso le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ricordano che l’attività fisica regolare è importante per la salute di bambini, adolescenti e adulti, e che muoversi di più e stare meno seduti è una scelta positiva per corpo e mente.[6][5]
Per i genitori questo significa sostenere i figli senza trasformare lo sport in un ulteriore fattore di pressione. L’obiettivo non è avere ragazzi sempre performanti, ma aiutarli a costruire abitudini sane e una mentalità capace di reggere anche i momenti difficili.[2]
Limiti della ricerca
Gli autori segnalano alcuni limiti. Innanzitutto, il campione è relativamente contenuto e si basa su autovalutazione, quindi i dati possono risentire della percezione soggettiva dei partecipanti. Inoltre, essendo uno studio trasversale, non consente di stabilire rapporti di causa-effetto in modo definitivo.[2]
Questo significa che possiamo dire con sicurezza che sport e resilienza sono associati, ma non che lo sport sia l’unica causa della resilienza accademica. Servirebbero studi longitudinali e interventistici per capire meglio i meccanismi che collegano attività fisica, motivazione, autostima e rendimento scolastico.[2]
Conclusione
Lo studio di Drobac, Radovanović e Kovačević offre un messaggio molto utile per genitori, insegnanti e allenatori: lo sport non è un nemico dello studio, ma può diventare un alleato importante nella crescita dei ragazzi. Gli studenti che praticano sport con continuità mostrano maggiore perseveranza, migliore gestione dello stress e punteggi più alti di resilienza accademica.[2]
In altre parole, l’attività fisica non serve solo a stare meglio nel corpo, ma anche a costruire strumenti mentali preziosi per affrontare scuola, esami e difficoltà quotidiane. Se ben accompagnato, lo sport può davvero aiutare i figli a diventare più forti dentro e fuori dall’aula.[2]
Bibliografia
Cassidy, S. (2016). The Academic Resilience Scale (ARS-30): A new multidimensional construct measure. Frontiers in Psychology, 7, 1787. https://doi.org/10.3389/fpsyg.2016.01787[4]
Drobac, A., Radovanović, V., & Kovačević, J. (2026). Potential of sport and physical activity in academic resilience of university students. Journal of Human Sport and Exercise, 21(1), 70-81. https://doi.org/10.55860/6846hn61[1][3]
World Health Organization. (2020). WHO guidelines on physical activity and sedentary behaviour. https://iris.who.int/handle/10665/336656[5][6]
Fonti
[1] Potential of sport and physical activity in academic resilience of … https://dialnet.unirioja.es/servlet/articulo?codigo=10415638
[2] JHSE_Vol21_Issue1_Art746.pdf https://ppl-ai-file-upload.s3.amazonaws.com/web/direct-files/attachments/91799931/6fcac50a-9e78-4cfc-bfd6-03cddcaaa997/JHSE_Vol21_Issue1_Art746.pdf?AWSAccessKeyId=ASIA2F3EMEYERAFVJWOA&Signature=Ne31AB98F3k6cdIXk21MtjTjSaI%3D&x-amz-security-token=IQoJb3JpZ2luX2VjEAYaCXVzLWVhc3QtMSJHMEUCIQDVXRLuR6KX5%2FXg3zPlbfAXi1D4zZAMx9HKkrXWYgWfEwIgX27a1X8ENrY0deYNjDUhYe0KQR5MFqFS5bZOS5KQ8Qcq%2FAQIz%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2F%2FARABGgw2OTk3NTMzMDk3MDUiDLbejhDsrnEWPyH5OirQBBjkXcFIYQLCe6sah4frDxZGXkwwZO6Kb%2B%2FcFjXkm6N4ZmF0jKD5FUhn0FvBN4L4LOTZQmPu2eG2QzAPGGJnb9nm1WAaMNaHjkuT6JR8hoWsR%2BafE2f%2FKaDsvW9WBS%2B2HAg%2FEL9e4DFwgn3UwLyhlmq3kV0xQ67CAMwQgx0BCNBX2Zq4LXvORCWOfyxCtIHEXdGwR%2BBiLSr4buG%2Bq22gGiMebz%2BO%2BO5aySHBX0MpNRRzog7aiYYg5cJ9G0hpnaJXrIzG0%2BUef9EQDvS2LA3CS6wHP7bljJFACQUAbZYDWQ7ZgyeoXR2eR%2Fo1HRJsjz4pK9iZev5UqOXIN3UzLQWsWN4GjdXCV1Dh4ZYvWo%2FV1c4Dvq2KSwgRhhyuVrHDZcLjDqaM6qDiKBJaQ9%2B4CfNaLo04396pv0lW4G0Po7cGr4IUblCcVK7Vc%2Fw6KeWeJk8mMsuSk%2BLbQJU4BYc%2Ba%2Fg%2FRN0%2FpFDxLaY0P903CkAY0%2BhVJpMhhnH%2Fni2UVihzZpL8uZPo57Q2%2FNCCSqLFXbn4vXVBRiAulnegmj9UfkLVtQfrc%2F3Yxn%2Fc6d7pokyEkOsR1rc51I5S1%2FlcG1a2PHxJtbxIzB1Q8eTlCI2jFI%2BewHQcnnDTzVNiM%2Bym%2BT%2BsX77SbliB4wWWIOJC06ujM7AcY3ijHEZhqxNrDbofURj89k%2F1U%2BAjqgwF9hvqZuRn7uyGtl8qkLKET9HRNKItjDWFS%2FIa37Atg50DJQe1kT7LvvcHIETyt3pJvmdBmvl7hk%2BlYCHg2Q%2FsO3Pe9g0G65NgXVowwemQ0gY6mAGeD8v5zg2IiCanRcBZ%2F8kr%2Ftw6X67O7MLkpjHp%2FAxSNX5YvduqifTwhx4UwBOEtFWcTdEccgfjw%2BFckddOiv20giLmPnb8GI9l4dusVoeeOcj904UGe4Rw5%2BvrRVPPAmif0PQgs4EbNbfNNZPB3THzoSVFIqWKq%2Btj2j%2BMmdQ9AZU8yjE0XDVgmRvlDmJx82ThI72QitlWdg%3D%3D&Expires=1782858388
[3] Senza titolo https://www.jhse.es/index.php/jhse/citationstylelanguage/get/chicago-author-date?submissionId=746&publicationId=747&issueId=8
[4] The Academic Resilience Scale (ARS-30): A New Multidimensional … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC5114237/
[5] WHO guidelines on physical activity and sedentary behaviour https://www.who.int/publications/i/item/9789240015128
[6] WHO guidelines on physical activity and sedentary behaviour https://iris.who.int/handle/10665/336656
[7] Ana Drobac – Google Академик https://scholar.google.com/citations?user=Pz-oNpUAAAAJ&hl=en
[8] The Gold Medal Profile for Sport Psychology (GMP-SP) – OUCI https://ouci.dntb.gov.ua/en/works/logmw2El/
[9] The Academic Resilience Scale (ARS-30): A New Multidimensional … https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/27917137/
[10] 1 Association between sports enjoyment and academic … https://revistas.udc.es/index.php/SPORTIS/article/download/12132/sportis.2026.12.1.12132
[11] Journal of Human Sport and Exercise: JHSE. 2026, Vol. 21, Nº. 1 https://dialnet.unirioja.es/ejemplar/711094
[12] Vesna Radovanović | Scholar Profiles and Rankings – ScholarGPS https://scholargps.com/scholars/34983250754885/vesna-radovanovic
[13] Academic Resilience Scale (ARS-30) https://ars-30.com
[14] Journal of Human Sport and Exercise: JHSE. Nº. 2, 2026 https://dialnet.unirioja.es/ejemplar/717573
[15] Mental toughness, resilensi akademik, dan regulasi emosi atlet sepakbola Papua https://ppjp.ulm.ac.id/journal/index.php/multilateralpjkr/article/view/20960
[16] Journal of Human Sport and Exercise https://www.jhse.es/index.php/jhse
[17] [PDF] Impact of sports enjoyment on academic resilience among student https://pdfs.semanticscholar.org/50d4/bfa3f00c209e1555a17fd646f4fe21eb999f.pdf
[18] [PDF] ACADEMIC RESILIENCE SCALE (ARS-30) – Czasopisma UKSW https://czasopisma.uksw.edu.pl/index.php/fp/article/download/15487/14295/39286
[19] [PDF] Resilience Building in Students: The Role of Academic Self-Efficacy | Semantic Scholar https://www.semanticscholar.org/paper/Resilience-Building-in-Students:-The-Role-of-Cassidy/3edd6561c2380c5b03305b248437a011cbc6aeb5
[20] World Health Organization 2020 guidelines on physical activity and … https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33239350/
[21] Cassidy, S. (2016). The Academic Resilience Scale (ARS-30) A … https://www.scirp.org/reference/referencespapers
[22] Potential of sport and physical activity in academic … – Kobson https://kobson.nb.rs/nauka_u_srbiji.748.html?autor=Kovacevic+Jasmina
[23] 2020 WHO guidelines on physical activity and sedentary behavior – PubMed https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/35782159/
[24] Simon Cassidy – Google Scholar https://scholar.google.com/citations?user=0FWMiaIAAAAJ&hl=en
[25] [PDF] WHO GUIDELINES ON PHYSICAL ACTIVITY AND SEDENTARY … https://iris.who.int/server/api/core/bitstreams/faa83413-d89e-4be9-bb01-b24671aef7ca/content
[26] 2020 WHO guidelines on physical activity and sedentary behavior https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2666337621000251
[27] WHO 2020 guidelines on physical activity and sedentary behaviour … https://www.activehealthykids.org/2020/11/27/who-2020-guidelines-on-physical-activity-and-sedentary-behaviour-released/
[28] 2020 WHO guidelines on physical activity and sedentary behaviour … https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC7691077/
[29] [PDF] WHO GUIDELINES ON PHYSICAL ACTIVITY AND SEDENTARY … https://iris.who.int/bitstream/handle/10665/337001/9789240014886-eng.pdf
[30] WHO guidelines on physical activity and sedentary behaviour https://www.who.int/europe/publications/i/item/9789240014886
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