Apprendimento Differenziale (differente dal Learning): promuovere l’auto – organizzazione.

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Allenare il dettaglio, comprendere il sistema.

Benvenuto nella rubrica della Sezione Tecnica all’interno del Sistema Pallavolo, lo spazio in cui ogni settimana (e con cadenza definita, il giovedì) pubblichiamo contenuti ad alto valore formativo per allenatori, preparatori, educatori e tecnici della pallavolo.

Fornire strumenti, idee e riferimenti utili per:

  • Progettare allenamenti più efficaci e consapevoli
  • Comprendere il legame tra teoria e pratica
  • Stimolare il pensiero critico sul come e perché si allena
  • Promuovere una cultura dell’allenamento basata sull’apprendimento e non solo sulla performance

Articolo nr. 1


A differenza dell’approccio tradizionale, con gli esercizi ordinati dal piu’ semplice al piu’ complesso, che prevede un atleta in grado di apprendere e migliorare un’abilità ripetendola, nell’apprendimento differenziale ció non avviene

L’apprendimento differenziale usa le proprie OSCILLAZIONI O = (errori) IN PRECEDENTI TENTATIVI PER AUMENTARE L’EFFICACIA dell’apprendimento stesso. 

A differenza dell’allenamento tradizionale, gli esercizi vengono VARIATI E NON RIPETUTI, METTENDO COME BASE DELL’APPRENDIMENTO NON PIU’ LA RIPETIZIONE DEL MOVIMENTO, MA LA SUA CONTINUA VARIAZIONE.

L’apprendimento differenziale è un metodo di allenamento studiato e proposto da WOLFANG SCHOLLHORN (2006), basato sulla teoria dei sistemi dinamici, che programma un nuovo modello che permette di capire meglio i fenomeni apparentemente inspiegabili dell’allenamento sportivo.

Attraverso questa teoria e le sue tante applicazioni ci si concentra sull’INDIVIDUALITA’ DEI SOGGETTI e sulle necessità pratiche variabili per ottimizzare lo sportivo e il suo rendimento. La caratteristica più importante dei sistemi dinamici è che si pone >(maggiore) attenzione sul cambio di stato nel tempo, invece che sull’analisi degli stati stabili. L’obiettivo in particolare è costruire modelli che descrivano elementi comuni di transizioni tra stati nelle circostanze più differenti.

L’apprendimento differenziale punta direttamente sull’aumento delle variazioni, SENZA PERO’ STABILIRE UNA REGOLA CONCRETA INDIVIDUALE NELLE SITUAZIONI. Nel rafforzare il principio delle variazioni, vi si ricorre affinché sia il G stesso a TROVARE DA SOLO, fin dall’inizio, UN PERCORSO NON INDIVIDUABILE SE SI LIMITASSE A COPIARE DELLE SOLUZIONI PREORDINATE; ciò a causa dell’individualità nei vari ambiti.

In particolare, fino all’introduzione di questo apprendimento, erano state usate solo tecniche generiche che non tenevano conto dell’individualità. La dominanza dell’individualità è stata confermata anche dall’analisi dei MODELLI DI ANDATURA SOTTO L’INFLUENZA DI EMOZIONI E MUSICA; le emozioni rappresentate e la musica ascoltata possono essere correlate ai modelli individuali di andatura. In questo senso ci danno indicazioni anche le ricerche sull’azione dell’affaticamento nel modello di andatura. Anche in questo caso le caratteristiche dell’affaticamento si differenziano nel modello individuale di andatura

Il modello di andatura, in ambito motorio e sportivo, si riferisce al modo in cui un individuo si muove nello spazio durante la locomozione, in particolare durante gesti come camminare, correre, accelerare, frenare, cambiare direzione. È uno degli elementi fondamentali dell’analisi del movimento, spesso usato per:

  • prevenire infortuni..
  • valutare l’efficienza del gesto motorio,
  • individuare eventuali asimmetrie o compensazioni,
  • ottimizzare l’allenamento tecnico e fisico,

Visto che i nostri movimenti cambiano di continuo, l’ipotesi di un sistema costante nel tempo, anche in età adulta, appartiene ad un approccio superficiale. Infatti bisogna TENERE CONTO DELLE COSTANTI VARIAZIONI FIN DALL’INIZIO DEL PROCESSO DI APPRENDIMENTO. I bambini di quasi tutte le categorie d’età sono consapevoli dei loro grandi cambiamenti fisici, per la > crescita e variazioni corporee caratteristica della loro età e si comportano di conseguenza nel processo di apprendimento. In queste fasce d’età l’allenamento o l’apprendimento devono essere configurati con > variazioni.

COME REAZIONE AL PROCESSO DI APPRENDIMENTO E ALLENAMENTO, CHE TENDE A TRASCURARE L’INDIVIDUALITA’, E’ STATA PROPOSTA LA TEORIA DELL’ALLENAMENTO DIFFERENZIALE SULLA BASE DI UN MODELLO DI AUTO – ORGANIZZAZIONE.

L’apprendimento differenziale punta direttamente alla valutazione delle variazioni, senza però stabilire una regola concreta situazionale; infatti è notevole come rafforzando le variazioni si favorisca l’auto – organizzazione in un duplice senso.

Una condizione essenziale dell’APPRENDIMENTO DIFFERENZIALE è nel fatto che il T o il G stesso devono individuare e scegliere le opzioni di oscillazione (variazioni) per un dato allenamento:

ad es per i principianti e i bambini le oscillazioni potranno essere ridotte. Il principio dell’adattamento potenziale conferma ulteriormente che LA > PARTE DEGLI ADEGUAMENTI NEURONALI AVVIENE DURANTE LE PRIME TRE RIPEZIONI ed è meglio, quindi, non superarle con queste categorie. 

Con l’aumentare delle capacità, le oscillazioni dovranno e potranno essere aumentate.

Inoltre ricerche hanno visto che l’approccio differenziale porta vantaggi nei processi di apprendimento nei vari sport e performance. Infatti vi sono differenze tra i gruppi che svolgono l’allenamento classico, basato su ripetizioni e quelli che invece hanno fatto un allenamento differenziale per persistenza o durata degli eventi. Infatti, i gruppi DELL’APPRENDIMENTO CLASSICO hanno mostrato in un certo lasso di tempo una DIMINUZIONE DELLA PRESTAZIONE mentre, al contrario, sono state evidenziate > E COSTANTI PRESTAZIONI NEI GRUPPI DELL’APPRENDIMENTO DIFFERENZIALE.

La teoria dell’apprendimento differenziale è stata ulteriormente rinforzata dalle scoperte della neuropsicologia. Nello spiegare i risultati ottenuti, oltre alla plasticità neuronale, ci si concentra a livello biochimico sul ruolo della dopamina: che ha un ruolo importante nei meccanismi di motivazione, come la dipendenza e l’apprendimento. In caso di RISULTATI POSITIVI INASPETTATI, il cervello rilascia più dopamina, un meccanismo importante per il controllo dei movimenti. Molti di questi momenti si presentano durante l’apprendimento differenziale, grazie alla costante differenziazione dei compiti motori. Il rilascio di dopamina in apposite cellule del cervello è derivato dalla probabilità di successo in un compito, quindi vi sarà una < quantità in compiti basati sulla ripetizione. Il rilascio di dopamina non dipende solo dal risultato che si ottiene, che possono essere soddisfacenti in entrambi i compiti, ma dalle aspettative e insicurezze del risultato. La tensione prima di un compito di cui è incerto il risultato positivo, ci porta a fare del nostro meglio, diversamente dall’ansia.

Inoltre nell’apprendimento differenziale esistono due varianti:

  • GRADUALE
  • CAOTICO: c’è un LIVELLO > DI DISORDINE E INFORMAZIONI; richiamando al principio di massima entropia (STATO DELLA TERMODINAMICA), che può essere assunta a misura del grado di disordine di un sistema. 

Nella pratica trovano applicazione entrambe le forme di apprendimento differenziale.

In un caso le differenze vengono mantenute costanti e in questo caso si parla di apprendimento differenziale graduale con variazioni di una sequenza sistematica (FACILMENTE PREVEDIBILE). Ad es variazione della caviglia sx seguita da variazione della caviglia dx.

Invece nel caso dell’apprendimento differenziale caotico, dopo la variazione della caviglia sx potrebbe seguire la variazione del gomito dx, a sua volta seguita dalla variazione del polso sx e ancora dalla variazione dell’anca dx, ecc. 

Da notare un diverso livello di gradimento da parte di G e T, che dipende dalle loro caratteristiche individuali.

Considerato che L’APPRENDIMENTO DIFFERENZIALE CAOTICO E’ CARATTERIZZATO DA UN LIVELLO > DI DISORDINE, con > incertezze in relazione alle relative aspettative, avviene un > rilascio di dopamina.

In generale, i movimenti appresi con l’apprendimento differenziale SONO PIU’ STABILI ANCHE IN PRESENZA DI FORTI ELEMENTI DISTURBANTI provenienti dall’esterno.

Dopo l’illustrazione dell’apprendimento differenziale, è bene capire anche le differenze che i vari metodi di apprendimento creano nella composizione delle bande di frequenza dell’attività cerebrale. Per l’attività motoria esistono 4 tipi principali di apprendimento:

  • BASATO SULLA RIPETIZIONE
  • INTERFERENZA CONTESTUALE
  • DIFFERENZIALE GRADUALE
  • DIFFERENZIALE CAOTICO

Questi tipi di apprendimento attivano diversi processi neurofisiologici, mettendo in luce l’esistenza di varie forme di capacità mnemoniche, cioè legate alla sfera della memoria. Per capirli meglio furono svolti vari studi con molti esperimenti, tra i quali quello svolto durante una gara di badminton: 22 G dei due sessi con età media di 25 aa. che con 90 battute di badminton dovevano colpire un punto segnato sulla parte sx del campo a 8,40 m dalla linea del servizio a dx del campo. Durante l’azione di ogni G furono svolte varie analisi tra cui:

  • gli stati cerebrali (con l’elettroencefalogramma)
  • quella sui movimenti di disturbo degli occhi e del capo (con l’elettro – oculogramma)
  • elettromiografia dei mm delle spalle (come variabile di controllo)
  • rilevazione costante della frequenza cardiaca

I confronti post – hoc (confronti non pianificati sono quelli che si fanno dopo aver fatto i risultati delle medie) evidenziarono un aumento dei successi nell’allenamento basato sulla ripetizione rispetto agli altri tre approcci.

Per tutte le forme di allenamento si aveva, invece, una riduzione dei risultati positivi nei primi 15’. I < tassi di successo degli altri tipi di allenamento confermano l’aumento delle oscillazioni e degli =. In particolare nelle due forme di apprendimento differenziale vengono prodotte delle frequenze theta e alpha che supportano l’apprendimento, ma l’attività della frequenza theta compare di norma in fase di elaborazione di informazioni conflittuali o dell’individuazione di = nell’esecuzione del movimento.

L’assenza di attività theta dopo l’allenamento dell’interferenza contestualeinduce a supporre che in tal caso vengono attivati dei processi neuropsicologici diversi rispetto a quelli messi in moto dall’apprendimento differenziale, registrando infatti un aumento della produzione delle frequenze beta e gamma.

L’aumento dell’attivazione theta e alfa nell’apprendimento differenziale e l’aumento di attivazioni beta e gamma dopo l’allenamento basato sull’interferenza contestuale mettono in luce l’esistenza di diverse forme di capacità mnemonica nei due approcci. Infatti sembra che il metodo dell’interferenza contestuale e dell’apprendimento differenziale usino dei processi neurofisiologici diversi nell’apprendimento motorio. Si registra una più ampia stimolazione della corteccia motoria e somato – sensoriale attraverso l’apprendimento differenziale, mentre l’interferenza contestuale stimola di più l’area visiva e frontale. La > attivazione delle bande di frequenza theta e alfa va di pari passo con la riduzione dell’attività nelle aree frontali, mentre la > attivazione delle bande di frequenza beta e gamma attiva proprio queste aree.

Alcuni studi di neurofisiologia, attraverso un confronto tra metodo dell’interferenza contestuale e quello della ripetizione, hanno evidenziato che l’allenamento dell’interferenza contestuale contrariamente all’allenamento a blocchi, attiva delle reti fronto – parietali, in particolare la corteccia dorsale pre – motoria e quella dorso – laterale prefrontale. Con il metodo dell’interferenza contestuale i compiti concreti vengono continuamente alternati (senza variazioni). Tali compiti rientrano così in un processo esecutivo controllato e basato sull’attenzione, tipico dell’attivazione delle frequenze più elevate. Se invece vengono fatte delle continue variazioni di singoli compiti, si ha una > attivazione dell’EEG nelle frequenze basse, specie nella regione centrale e parietale. Ciò indica un > consolidamento delle informazioni somato – sensoriali e motorie con il metodo dell’apprendimento differenziale.

Tra apprendimento differenziale graduale e caotico non si registrano differenze significative a livello di attivazione frontale. L’attivazione di determinate aree cerebrali sembra dipendere dal programma di allenamento differenziale di per sé.

Ecco una selezione di riferimenti bibliografici fondamentali per approfondire il tema dell’Apprendimento Differenziale (Differential Learning), sviluppato da Wolfgang I. Schöllhorn e basato sulla teoria dei sistemi dinamici applicata all’apprendimento motorio:(scholar.google.fr)


  1. The effects of linear, nonlinear, and differential motor learning methods on the emergence of creative action in individual soccer players; Behzad Mohammadi Orangi a, Rasoul Yaali a, Abbas Bahram a, John van der Kamp b, Mohammad Taghi Aghdasi c (aFaculty of Physical Education and Sport Sciences, Kharazmi University of Tehran, Iran, bDepartment of Human Movement Sciences, Vrije University Amsterdam, the Netherlands, cFaculty of Physical Education and Sport Sciences, University of Tabriz, Iran)
  2. . The Nonlinear Nature of Learning – A Differential Learning Approach. International Journal of Sport Psychology, 37(2/3), 186–199. (scholar.google.fr)
  3. Schöllhorn, W. I., Hegen, P., & Davids, K. (2012). The Nonlinear Nature of Learning – A Differential Learning Approach. The Open Sports Sciences Journal, 5(Suppl 1-M11), 100–112. (researchgate.net)
  4. Schöllhorn, W. I., Beckmann, H., Michelbrink, M., Sechelmann, M., Trockel, M., & Davids, K. (2006). Does noise provide a basis for the unification of motor learning theories? International Journal of Sport Psychology, 37, 34–42. (researchgate.net)
  5. Schöllhorn, W. I., Mayer-Kress, G., Newell, K. M., & Michelbrink, M. (2009). Time scales of adaptive behavior and motor learning in the presence of stochastic perturbations. Human Movement Science, 28(3), 319–333.(researchgate.net)
  6. Santos, S., Coutinho, D., Gonçalves, B., Schöllhorn, W., Sampaio, J., & Leite, N. (2018). Differential Learning as a Key Training Approach to Improve Creative and Tactical Behavior in Soccer. Research Quarterly for Exercise and Sport, 89(1), 11–24. (pubmed.ncbi.nlm.nih.gov)
  7. Schöllhorn, W. I. (1999). Applications of systems dynamic principles to technique and strength training. Acta Academiae Olympiquae Estoniae, 8, 67–85. (researchgate.net)

🔎 Risorse aggiuntive

  • Profilo Google Scholar di Wolfgang I. Schöllhorn: una raccolta completa delle sue pubblicazioni scientifiche. (scholar.google.fr)(youtube.com)
  • Corso online “Differential Learning System: Certification (Level 1)”: un corso di 3 ore che spiega i vantaggi del sistema di apprendimento differenziale rispetto all’allenamento tradizionale. (hub-soccer.com)
  • Video introduttivo: una presentazione del Prof. Dr. Wolfgang Schöllhorn sul sistema di apprendimento differenziale. (youtube.com)

ms/as

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